Scritto da Brusa Graziella

Fotografia di Brusa Graziella

MEDITERRANEO

 

Mediterraneo, già il nome è bello, suona pieno, vivo e porta il nostro immaginario nel blu del mare, su di una spiaggia isolata, ascoltando il suono delle cicale.

La spiaggia di sabbia è contornata da scogli plasmati dal vento, dalle onde, dalle tempeste.

Acqua cristallina protegge il mondo al di sotto.

Lo trasforma, lo trasfigura, rendendolo sfuggevole alla presa.

Inganna gli occhi ed i sensi.

Sulle sponde di questo mare chiuso è nata la civiltà,

Leggende, storie, guerre, sangue e fuoco; tutto è successo qui, prima di succedere altrove.

Un luogo così pieno di pathos, per dirla con la lingua di un popolo Mediterraneo è anche un luogo di scrittura.

Chi non conosce l’Iliade o l’Odissea?  I primi romanzi d’Occidente.

Oppure conosce le poesie di Montale?

La raccolta “Ossi di seppia”, per esempio.

Ai miei tempi si studiava alle medie inferiori. Ora non si sa.

Antico, sono ubriacato dalla voce

Dalla sezione Mediterraneo di Ossi di Seppia

Antico, sono ubriacato dalla voce ch’esce dalle tue bocche

quando si schiudono come verdi campane

e si ributtano indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t’era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l’aria le zanzare.
Come allora oggi in tua presenza impietro, mare,

ma non più degno mi credo del solenne ammonimento del tuo respiro.

Tu m’hai detto primo
che il piccino fermento del mio cuore

non era che un momento del tuo;

che mi era in fondo la tua legge rischiosa:

esser vasto e diverso
e insieme fisso:
e svuotarmi così d’ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso.

 

Questa estate che sta trascorrendo in fretta, come sempre, l’abbiamo vissuta più di ogni altra nel Mediterraneo.

A casa nostra!

spiaggia della corsica Meditteraneo estate 2021
Mediterraneo

 

 

 

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