Cari lettori,
questa volta vi porto dietro le quinte del mio lavoro di scrittrice. Non vi parlerò solo di libri e personaggi, ma di una persona speciale senza la quale Teo Delciuff non sarebbe lo stesso: la mia editor.
Si chiama Linda Rossi, e molti di voi la conoscono già per Pagine a Merenda, lo spazio in cui unisce il suo amore per i libri al lavoro di editor e coach di scrittura creativa.
Ho deciso di intervistarla (con una lunga e approfondita serie di domande) perché penso che la figura dell’editor sia spesso un po’ misteriosa: cosa fa davvero? Come aiuta un autore? E perché è così importante, anche se non compare mai in copertina?
Ecco cosa mi ha raccontato (Linda è questa giovane donna sorridente nella foto di copertina dell’articolo)
1. Come ti presenti quando qualcuno ti chiede “Che lavoro fai?”
Confesso che all’inizio esito, perché dire: “Faccio l’editor” significa trovarsi davanti facce sconcertate, che cercano di ricomporsi e fingere di aver capito. Quindi, semplicemente, rispondo che lavoro nel settore editoriale e mi occupo di revisione di romanzi. C’è chi chiede, curioso, chiarimenti, e allora non finirei più di parlare (mi trattengo, il più delle volte) e chi preferisce evitare.
2. Da dove nasce Pagine a Merenda e qual è la sua “missione” editoriale in tre parole?
“Perché non apri un blog in cui recensire libri?”
Stavo sognando e qualcuno mi faceva questa domanda.
“Geniale” mi sono detta la mattina dopo. “Ma come lo chiamo?”
Mamma da due anni, avevo ripreso l’abitudine di fare merenda alle quattro di pomeriggio con mio figlio (ma senza Bim Bum Bam stavolta, so che i Millennial capiranno). E allora ecco la risposta: il blog si chiamerà Pagineamerenda.
Era solo l’inizio.
Oggi il blog si è evoluto ed è diventata la mia dimensione online di editor (tradotto: il mio sito internet). E la mia vita è una merenda continua di pagine da leggere, assaggiare, valutare, revisionare, amare. Il mio obiettivo è aiutare le scrittrici che hanno sempre sognato di scrivere un romanzo ma si sono sentite bloccate, rimandando “a domani”. Le accompagno a trasformare le loro idee e i loro manoscritti in storie autentiche e coerenti, con metodo e costanza, senza soffocare l’unicità della loro voce. Perché credo che il mondo abbia bisogno di più voci vere.
3. Qual è stato il momento in cui hai capito che l’editor sarebbe stato il tuo mestiere?
L’ho capito proprio grazie al mio blog di recensione di libri. Mi sono divertita a leggere, scrivere e confrontarmi con le scrittrici che mi mandavano i loro manoscritti, senza filtri. Mi piaceva così tanto che ho deciso di approfondire: ho fatto il mio primo corso di editing, poi uno di scrittura creativa… e in quel momento ho capito davvero come funzionano i romanzi e che aiutare altri a dare forma alle loro storie sarebbe diventato il mio percorso.
Il mestiere di editor
4. In cosa consiste, concretamente, una tua giornata tipo da editor?
In realtà, la mia giornata tipo non esiste. Ogni giorno alterno attività diverse: quando non sono immersa nei romanzi delle mie scrittrici per editing, valutazioni o consulenze, mi occupo del lato “marketing” del mio lavoro, creando contenuti per social, sito e newsletter. Se dovessi riassumerla, direi: mattina tra i libri, pomeriggio tra contenuti e strategie.
5. Qual è la differenza principale tra correzione di bozze, editing e coaching?
La correzione di bozze si occupa principalmente della forma: errori di ortografia, punteggiatura, refusi, impaginazione. L’editing entra più nel cuore del testo: struttura, flusso narrativo, ritmo, coerenza dei personaggi e della storia. Il coaching riguarda la progettazione del romanzo: accompagno le autrici a costruire storie, che siano solo abbozzate o già in parte delineate, aiutandole a trasformarle in un progetto solido prima di passare alla stesura.
6. Come imposti il primo incontro con un autore: cosa osservi e cosa chiedi?
Il primo incontro dura circa mezz’ora ed è gratuito. È un momento per conoscere gli scrittori, capire la loro idea, i loro obiettivi e come sentono la storia dentro di sé. Esploro le loro letture, le esperienze di scrittura e la motivazione a portare avanti il progetto. L’incontro serve a creare sintonia, a valutare le basi per lavorare insieme.
7. Quali sono gli errori ricorrenti che vedi nei manoscritti esordienti?
Un errore che vedo spesso riguarda i dialoghi. Sono momenti preziosi, in cui i personaggi dovrebbero prendere vita e mostrare le loro contraddizioni, difetti e atteggiamenti. Quando risultano stereotipati o poveri di contenuto, riflettono criticità più profonde nella costruzione dei personaggi, e di conseguenza la storia fatica a fluire.
8. Come bilanci rispetto della voce dell’autore e chiarezza/efficacia narrativa?
Il mio ruolo è guidare. Accompagno la scrittrice o lo scrittore nel brainstorming, esploriamo insieme le possibilità narrative. Così l’autore trova la soluzione più adatta da solo, riscrivendo i passaggi in autonomia. Se necessario, do alcuni suggerimenti stilistici per amplificare la sua voce, senza stravolgere periodi o paragrafi, e spesso evidenzio le motivazioni per cui un brano potrebbe risultare più efficace se formulato in modo diverso, così che l’autore capisca come intervenire.
La nostra collaborazione
9. Cosa ti ha colpito del mio progetto Teo Delciuff ?
Quello che mi ha colpito del tuo progetto è la chiarezza delle tue idee e la serietà con cui le stai seguendo. Si percepisce la passione e la determinazione con cui vuoi affrontare ogni fase del percorso: l’autopubblicazione non è semplice, ma tu stai lavorando per offrire al pubblico un libro completo e fruibile. Sei il tipo di autrice con cui ogni editor sogna di collaborare: attenta, motivata e pronta a mettere cuore e metodo in ogni passo.
10. Che tipo di interventi ti sono sembrati più utili sui miei testi e perché?
Quello che mi è sembrato più utile è stato il lavoro sull’arco del personaggio di Teo. Prima era presente solo in filigrana, a volte le sue azioni e reazioni passavano in sordina, ma con alcuni piccoli aggiustamenti è riuscito a emergere con tutta la forza che meritava.
11. C’è stato un passaggio difficile del lavoro insieme e come lo abbiamo risolto?
Difficile, dici? Penso che abbiamo trovato una tale sintonia da rendere tutto molto semplice.
Focus: narrativa per ragazzi
12. Quali attenzioni specifiche richiede l’editing per l’infanzia/YA?
Quando lavoro sui libri per i giovani, non mi concentro solo su ritmo, lessico o struttura, che comunque devono essere accessibili e mai banali. Ciò che conta davvero è far emergere i valori e la speranza che la storia vuole trasmettere, ispirando i giovani lettori e aprendo loro prospettive nuove. Il libro deve stimolare curiosità, farli riflettere, aiutarli a interpretare il mondo e a sviluppare le proprie idee. E deve anche assolutamente intrattenere. In questo percorso, il mio ruolo è guidare l’autrice o l’autore a far brillare la parte educativa e creativa della storia.
13. Tre consigli pratici per chi sta scrivendo un romanzo per lettori 7+ come Teo Delciuff.
Credo che il primo passo sia chiederti quali temi vuoi affrontare. Di cosa vuoi parlare? Quali valori vuoi trasmettere? I bambini e i ragazzi percepiscono la sincerità: vogliono storie che li ispirino, li facciano riflettere ed emozionare.
Poi, bisogna pensare al ritmo e alla chiarezza: la narrazione deve scorrere, le frasi devono essere vivaci, così da tenere alta l’attenzione senza appesantire. A volte, un po’ di ironia non guasta.
L’ultimo consiglio è questo: dedica tempo a costruire personaggi riconoscibili e credibili. Anche se si tratta di un pubblico giovane, non bisogna sottovalutare questo aspetto, perché i bambini sono molto ricettivi. E anche in un mondo fantastico, i personaggi devono avere emozioni, desideri e paure in cui i lettori possano riconoscersi e imparare.
Processo e strumenti
14. Come organizzi la revisione a livelli (macrostruttura, scene, riga, refusi)?
Parto sempre dal quadro più ampio e scendo fino ai dettagli.
Concentro la prima lettura sulla struttura della storia: controllo l’evoluzione degli eventi e dei personaggi, e come il ritmo si riflette sul loro sviluppo.
Nella seconda lettura verifico che tutti i cambiamenti suggeriti abbiano trovato coerenza e mi focalizzo sulle scene, per capire quali sono davvero necessarie e quali possono essere eliminate o modificate per acquisire un’efficacia maggiore.
Solo dopo passo al livello micro: analizzo la sintassi, il ritmo dei periodi e delle frasi, fino a curare la scelta di ogni parola, perché ogni dettaglio contribuisca a rendere il romanzo chiaro, coinvolgente e fedele alla voce dell’autore.
15. Usi strumenti particolari che ti andrebbe di consigliare?
Per rispondere a questa domanda, metto le vesti di quella parte di me a cui piace scrivere, e ti dico che mi è utile usare excel per le scalette (ebbene, sì), e Word per definire i personaggi. Credo che sia necessario sperimentare per capire cosa è più adatto a te. Ci sono scrittori che usano software appositi; conosco un’autrice che, invece, usa ancora la carta.
Il rapporto editor–autore
16. Come gestisci il feedback quando è “tosto” ma necessario?
Il mio feedback è sempre sul testo, mai sulle capacità dell’autrice o dell’autore. Quando riscontro delle criticità, mi concentro su come si possano migliorare; evito di sottolinearne i difetti ma propongo soluzioni.
17. Che cosa ti aspetti da un autore durante la revisione per far funzionare al meglio la collaborazione?
Mi aspetto che l’autore porti apertura e curiosità, perché la revisione è un percorso condiviso. Serve disponibilità a esplorare, a mettersi in discussione, ad ascoltare suggerimenti senza sentirsi giudicato, e al tempo stesso il coraggio di difendere ciò che sente davvero suo. Dovrebbe partecipare attivamente, confrontarsi sulle osservazioni, provare soluzioni diverse e impegnarsi a scrivere e riscrivere.
Il settore e i consigli
18. Dal tuo punto di vista, quali sono oggi le opportunità e le trappole per chi vuole pubblicare?
Da un lato, ci sono strumenti e canali che permettono di far arrivare il proprio libro ai lettori in modi prima impensabili: case editrici tradizionali aperte a nuovi talenti, piattaforme digitali, social e community di lettori che possono dare visibilità immediata e feedback preziosi.
Dall’altro, come dici tu, ci sono delle trappole: il mercato è molto competitivo e può essere difficile emergere. Senza un’adeguata preparazione editoriale o una visione chiara del progetto, un libro rischia di perdersi o di non mostrare il suo pieno potenziale. Anche con un editore, bisogna affrontare il percorso con serietà e consapevolezza. E chi decide di pubblicare autonomamente deve gestire responsabilità diverse: dall’editing alla promozione, senza perdere di vista l’obiettivo principale, che resta quella di raccontare una storia coerente, che abbia sempre come obiettivo quello di “arrivare” al lettore a cui si rivolge.
19. Quando ha senso auto pubblicare e quando cercare un editore tradizionale?
Credo che la scelta tra autopubblicazione e editoria tradizionale dipenda molto dalla persona e dal progetto. Bisogna considerare le proprie competenze, il tempo che si può dedicare al libro e anche le risorse economiche disponibili, perché l’autopubblicazione richiede spesso un investimento significativo per curare editing, grafica, promozione e tutto il percorso che porta il libro ai lettori.
20. Un mito da sfatare sull’editing.
“L’editor riscrive il libro al posto dell’autore.”
In realtà, fare editing non significa sostituirsi allo scrittore. L’editor guida, suggerisce, stimola il brainstorming e aiuta a far emergere la voce e le idee dell’autore. Il risultato finale resta sempre autentico: l’autore scrive, l’editor lo accompagna nel percorso rendendolo più chiaro, coerente ed efficace.
21. Un libro (o due) che ogni autore dovrebbe leggere per migliorare la propria scrittura.
Ne potrei citare tantissimi. Cercherò di limitarmi:
L’arco di trasformazione del personaggio di Dara Marks
La sceneggiatura di Syd Field
Dialoghi di Robert McKee
Elementi di stile nella scrittura di William Strunk Jr.
Consigli a un giovane scrittore di Vincenzo Cerami
Come non scrivere un romanzo di Howard Mittelmark e Sandra Newman
Flash finale
22. Caffè o tè durante l’editing?
Caffè.
23. La nota a margine che scrivi più spesso.
“Riformulerei il passaggio…”
24. Una gioia recente dal tuo lavoro.
Un’autrice a cui ho valutato il romanzo mi ha ringraziato per la mia attenzione nella lettura della sua opera e mi ha detto che farà tesoro dei miei preziosi suggerimenti. Spero davvero che la aiutino a migliorare.
25. Un augurio agli autori che leggeranno la newsletter.
Trasforma le pagine che scriverai in una gustosa merenda per chi le leggerà.
Bio di Linda Rossi
Linda Rossi è editor e coach di scrittura creativa. Prima di affiancare altre autrici, è stata un’aspirante scrittrice che aspettava l’ispirazione, vivendo blocchi e progetti lasciati a metà. Con il tempo ha scoperto che l’ispirazione si può educare e che la costanza non spegne l’autenticità, ma la rafforza. Oggi accompagna scrittrici e scrittori a trasformare le proprie idee in romanzi autentici e potenti, senza rinunciare alla propria voce. La sua missione è aiutare a scrivere con metodo, coraggio e libertà, perché ogni storia merita di essere raccontata.
📌 Scopri di più sul suo lavoro qui:
📸 Instagram: @pagineamerenda
💼 LinkedIn: rossilinda
Una chiusura golosa
Non potevo trovare augurio migliore per chi scrive: trasformare le pagine in una merenda per chi le leggerà.
Io aggiungo solo: grazie Linda, per la tua professionalità e per aver condiviso con noi il cuore del tuo lavoro.
Alla prossima merenda di parole.
Ti è piaciuta questa chiacchierata con Linda?
Allora fammi sapere cosa ne pensi: rispondi a questa mail o condividila con un’amica/un amico che sogna di scrivere.
E ricordati: le storie sono ancora più buone se gustate insieme, come una merenda.
Infine:
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